1 cofanetto raccoglitore in tela con apertura a 2 ante formato 46,5×39,5×25 cm
246 mappe a colori, vari grandi formati
1 volume cartonato, formato 23×33 cm, 160 pagine a colori
La raccolta di carte topografiche militari contenute in quest’opera consente per la prima volta di analizzare in maniera unitaria il fronte della Grande Guerra in Veneto e rende disponibile a molti ciò che fino a oggi costituiva un complesso di informazioni relegato nelle pubblicazioni specialistiche o negli archivi militari e civili, nazionali ed esteri. La varietà della cartografia riprodotta, con la presenza contemporanea di carte austro-ungariche, italiane e britanniche, consente di allargare lo sguardo sul campo di battaglia e sulla sua evoluzione attraverso la descrizione del rilievo, delle opere militari e della presenza delle unità combattenti, in prima linea e nelle retrovie. La disponibilità di serie multitemporali permette un’analisi approfondita delle trasformazioni e degli adattamenti della linea del fronte al mutare della consistenza dei reparti o in seguito allo sviluppo delle azioni belliche. La precisione con la quale sono tracciate le trincee, gli avamposti e le postazioni diventa uno straordinario strumento per la ricerca delle vestigia della Grande Guerra. La possibilità di georeferenziare la carte in un Sistema Informativo Geografico e di accoppiare le informazioni storiche con l’attuale assetto del territorio apre la strada a ricerche mirate dei manufatti militari. Le mappe, numerate da 1 a 246, sono suddivise in 8 sezioni: Carte generali; Cadore; Altopiani; Massiccio del Grappa; Medio Piave-Montello; Foci del Piave; Miscellanea; Panoramiche. Il volume è un’opera miscellanea composta da esperti che operano in campi disciplinari diversi, adottano stili di narrazione e metodi diversificati di rappresentazione illustrativa e iconografica, ma sono collegati da un fil rouge che li accomuna nell’analisi geografica della Grande Guerra.
«…largamente considerate le montagne più affascinanti del mondo. La loro intrinseca bellezza proviene da una serie di forme verticali spettacolari come pinnacoli, guglie e torri, in contrasto con superfici orizzontali tra cui cenge, balze e altipiani, che emergono all’improvviso da vasti depositi detritici o da dolci colline…».
«…rivestono un importante ruolo internazionale per la geomorfologia, in quanto sito classico per lo sviluppo di montagne in calcare dolomitico. Il suolo presenta una vasta gamma di forme prodotte dall’erosione, dai movimenti tettonici e dalla glaciazione. La quantità e la concentrazione di formazioni calcaree estremamente varie è straordinaria in un contesto globale…».
dalla dichiarazione UNESCO, Siviglia, 26 giugno 2009
Sembra uscito dal laboratorio del National Geographic quest’atlante al quale concorrono la preparazione scientifica dei due giovani autori naturalisti, che ricoprono incarichi ufficiali nella gestione dei parchi naturali della Provincia Autonoma di Trento, i disegni di Cristina Baglioni (fiorentina), Elena Luise (di Primiero), lo Studio roveretano Martini e per le cartografie il Servizio urbanistico provinciale.
Il tutto scandito in schede tecniche, itinerari e mappe per Adamello-Brenta, Paneveggio-Pale di San Martino, Parco Nazionale dello Stelvio, le riserve naturali di Bondone, Bes-Cornapiana, Campobrun, Scanuppia e per la ventina di biotopi protetti.
In questo terzo volume della serie, sono raccolte le immagini della varietà delle specie di fiori e piante dolomitiche, che caratterizza il paesaggio a tutte le altitudini e durante tutte le stagioni. Si possono così testimoniare netti cambiamenti di colori e forme, risultato della capacità di adattamento della flora montuosa ai mutamenti climatici e morfologici che hanno interessato l’arco alpino nelle passate ere geologiche.
In questo terzo volume della serie, sono raccolte le immagini della varietà delle specie di fiori e piante dolomitiche, che caratterizza il paesaggio a tutte le altitudini e durante tutte le stagioni. Si possono così testimoniare netti cambiamenti di colori e forme, risultato della capacità di adattamento della flora montuosa ai mutamenti climatici e morfologici che hanno interessato l’arco alpino nelle passate ere geologiche.
Nel quarto volume della serie, sono raccolte le immagini degli animali che vivono nelle Dolomiti, una fauna che si modella in base alla varietà di ambienti, di climi, di suoli e di vegetazione e che è tutta da scoprire: camosci, stambecchi, marmotte, ermellini, aquile, cervi, ma anche farfalle, salamandre e una grande varietà di volatili.
Nel quarto volume della serie, sono raccolte le immagini degli animali che vivono nelle Dolomiti, una fauna che si modella in base alla varietà di ambienti, di climi, di suoli e di vegetazione e che è tutta da scoprire: camosci, stambecchi, marmotte, ermellini, aquile, cervi, ma anche farfalle, salamandre e una grande varietà di volatili.
Al centro di questo volume c’è il paesaggio culturale: vengono quindi evidenziate le capacità umane di integrarsi in un territorio vario e articolato per poterlo abitare al meglio e in armonia. Il volume illustra la storia degli insediamenti umani nelle Dolomiti, le tipologie abitative, gli elementi architettonici ricorrenti e i materiali utilizzati che rispecchiano le diverse influenze culturali.
Al centro di questo volume c’è il paesaggio culturale: vengono quindi evidenziate le capacità umane di integrarsi in un territorio vario e articolato per poterlo abitare al meglio e in armonia. Il volume illustra la storia degli insediamenti umani nelle Dolomiti, le tipologie abitative, gli elementi architettonici ricorrenti e i materiali utilizzati che rispecchiano le diverse influenze culturali.
Un piccolo testo con il quale si ripercorre facilmente, ma in maniera dettagliata, la storia dell’alpinismo che ha reso possibile la conquista dei monti pallidi.