Il giovane autore Andrea Rizzato ci porta a riscoprire le Dolomiti in silenziosa beatitudine, proponendo 82 escursioni alla scoperta delle Dolomiti in autunno, inverno e primavera: stagioni poco frequentate, che regalano ancora nuove emozioni e possibilità di avventura.
Le escursioni sono suddivise per gruppo montuoso di appartenenza: ne deriva una raccolta eterogenea, da cui ognuno può scegliere a seconda delle sue esigenze e preparazione. Per ogni itinerario si suggerisce la stagione ideale e si riportano le caratteristiche tecniche e ambientali unitamente alle testimonianze fotografiche.
Dopo aver dedicato il suo ultimo volume, «La montagna dietro l’angolo», alle escursioni “vicino casa”, Giuliano Dal Mas torna a parlare delle «sue Dolomiti Insolite» con questo libro che conclude idealmente il suo viaggio alla scoperta degli itinerari più particolari e sconosciuti di queste splendide montagne. 26 itinerari per scovare nuovi panorami nella Schiara, Monti del Sole, Alpi Feltrine, Padon, Cime di San Sebastiano, Spiz de Mezzodì-Pramper, Bosconero, Monti dell’Alpago, Duranno, Dolomiti Pesarine, Croda Rossa-Fanes e Dolomiti di Sesto.
Un viaggio alla riscoperta della flora montana. Dall’Himalaya alle Ande, passando per le Alpi e le Dolomiti: un’opera completa ed enciclopedica che cataloga tutti i più bei fiori di montagna, avvalendosi dell’apporto di Luigino Curti, Silvio Scortegagna e Gino Tomasi, con le norme che favoriscono la conoscenza e il rispetto della flora.
525 specie di fiori catalogate
574 disegni botanici
68 famiglie di fiori descritte
Nomenclatura in lingua latina, italiana,
francese, inglese e tedesca
Edizione rinnovata di questo splendido volume fotografico, diventato uno dei simboli della produzione editoriale della Casa Editrice Panorama, tutto dedicato alle Dolomiti trentine, dichiarate dall’Unesco patrimonio dell’Umanità. Le fotografie sono di Bruno Cemin, Luciano Eccher, Fabio Endrici, Flavio Faganello, Luca Visentini, Gianni Zotta.
Introduce il volume il testo di Michele Lanzinger, direttore del Museo di Scienze Naturali di Trento.
Tofane e Fànes: uno degli scenari più belli di tutte le Dolomiti. Di questi due Gruppi vengono presi in considerazione tutti i punti d’appoggio (rifugi Lagazuói, Scotoni, Dibona, Giussani, Pomédes, Duca d’Aosta, Ra Vàlles, nonché i bivacchi Baccon-Barborka, della Pace, Della Chiesa e Baracca degli Alpini). Di ciascun punto d’appoggio vengono descritti tutti gli itinerari di accesso dal fondovalle e le traversate, per un totale di 107 percorsi, da quelli più conosciuti a quelli meno noti (tra cui la “Cengia Veronesi” e la bellissima “Cengia Paolina”), con alcune relazioni del tutto inedite (la “Cengia Jelinek” sulla Tofana di Dentro e la “Cengia Polin” sulla Tofana di Ròzes).
In maniera molto precisa e accurata, nello stile che ha sempre contraddistinto i libri di Fabio Cammelli (vincitore del Premio Antonio Berti nel 2011 e Autore di due guide della collana “Guida dei Monti d’Italia” del CAI-TCI), vengono descritti alcuni dei percorsi attrezzati più famosi della conca ampezzana, tra cui la Tomaselli alla Cima Fànes Sud, la Via ferrata degli Alpini al Col dei Bòs, l’Olivieri alla Punta Anna, la Lipella alla Tofana di Ròzes e la Bovero al Col Rosà.
Le difficoltà degli itinerari descritti spaziano dal facile escursionismo a percorsi di tipo escursionistico-alpinistico. Il libro, più di qualsiasi altra guida in commercio, dispone di un’iconografia inedita e spettacolare, in grado di valorizzare al massimo la bellezza dell’ambiente descritto.
Nel libro vengono descritte tutte le Vie ferrate sulle pareti e sulle cime nei dintorni di Cortina d’Ampezzo, ampliando la scelta degli itinerari ai Percorsi in cengia di maggiore interesse e spettacolarità (alcuni di questi del tutto inediti e mai descritti). Vengono presi sistematicamente in esame tutti i Gruppi montuosi che fanno da corona alla “Regina delle Dolomiti” così da proporre, con una scrupolosità unica, sia gli itinerari più famosi che quelli meno conosciuti tra le crode dei Fànes e delle Cunturìnes, delle Tofane, della Croda da Lago e del Nuvolàu, del Cristallo e del Pomagagnàn, del Sorapìš e dell’Antelao, del Pelmo e del Monte Piana, dei Ròndoi-Baranci, della Croda Rossa e dei Cadini di Misurina. Di ciascun itinerario vengono date indicazioni dettagliate sui dislivelli in salita e in discesa, sul tempo di percorrenza, sulle difficoltà, sull’accesso e sui punti di appoggio, su cenni storici di particolare importanza e su note che caratterizzano un determinato percorso rispetto a un altro.
Le difficoltà degli itinerari descritti spaziano dal facile escursionismo a percorsi di tipo escursionisticoalpinistico. Il libro, più di qualsiasi altra guida in commercio, dispone di un’iconografia inedita e spettacolare, con immagini ad alta risoluzione e di grande impatto, in grado di valorizzare al massimo la bellezza dell’ambiente dolomitico descritto.
Il volume raccoglie il risultato di tante luminose giornate trascorse dall’Autore tra le splendide montagne che fanno capo a Vipiteno.
Una fonte completa e preziosa, unica nel suo genere in lingua italiana, in grado di offrire un eterogeneo ventaglio di mete alpine, adatte sia a escursionisti principianti (con modesta o nessuna esperienza di montagna) sia a gruppi familiari (con al sèguito bambini di diversa età) sia ad alpinisti provetti (desiderosi di cimentarsi in imprese più avventurose).
I 178 itinerari tratteggiati nel presente volume descrivono Rifugi, Malghe, Laghi, Valichi e Cime: a loro spetta il compito di “aprire il cuore” alla montagna e di fornire la possibilità di conoscere e apprezzare una delle regioni alpine più belle al mondo.
Il Museo del Vetro fra i suoi innumerevoli tesori conserva e custodisce un importante nucleo di perle a lume. La specificità della materia e la straordinaria componente inedita di questi manufatti ha richiesto un impegno e la preparazione di un esperto che amasse talmente le perle da investire quasi quattro anni della sua vita a studiare e analizzare puntigliosamente non solo la collezione ma le sue interne trasversalità che hanno poi portato ad una serie di scoperte tutte comparate e verificate nei meandri storico-produttivi di questa materia.
Il titolo del volume scaturisce dal riconoscimento della perla quale cosmo poliedrico dove le mani, soprattutto quelle femminili, hanno traslato una concezione di grazia e perfezione dando vita, ogni volta, ad un mondo perfetto e ideale.
In questo volume troverete le foto, per cogliere l’eternità del messaggio estetico e cromatico, le schede, per cogliere la recondita realtà produttiva di ogni perla: un importante capitolo della storia di Murano e di Venezia. La scelta di dare anche l’opportunità di cogliere l’aspetto tecnico e la terminologia specifica è un punto di forza perché la perla è un mondo complesso ma che si deve rendere accessibile a tutti.
An exciting incursion into the Murano Museum’s glass bead collection, documented by over a thousand images that transmit the very material essence of every single bead, wowing and intriguing the visitor page after page. After almost a century of oblivion, the collection is the subject of new analysis as it prepares to go on display again in the museum’s new halls. The collection was put together between 1861 and 1883 by Abbot Vincenzo Zanetti and is representative of 19th century Venetian and Murano production. In the 1930s the collection was removed from the museum’s showcases and consigned to a warehouse where information on the attributes of the individual beads and sample cards was lost. This book is the result of a meticulous and passionate research project whose starting point was essays on the Museum’s collections written by Abbot Zanetti for International Exhibitions or to document the discoveries that leading glassmakers had developed in the first half of the 1800s. It reconstructs the attributes and provenance of each bunch of beads and every sample card, restoring their original splendour. The Murano Glass Museum’s glass bead collection now consists of 85 sample cards; three cloth panels dating back to 1863, a gift from the Societa delle Fabbriche Unite company (containing 2015 glass beads and 266 bunches of conterie); 91 bunches of lamp beads, some complete, some not; a few thousand loose glass beads; 492 bunches of conterie and a few objects decorated with beads – gifts from the most important Venetian and Murano glasswork factories active in the mid 1800s.
Un itinerario di fede e di storia lungo l’Adige, il Brenta e il Sile, tra chiese, ospitali, castelli e monasteri, in un paesaggio di rara bellezza e suggestione. Il Cammino del Beato Enrico dalle Alpi alla laguna di Venezia si snoda seguendo alcuni grandi assi-direzioni, in gran parte fluviali; nell’ordine, partendo da Nord: l’asse del fiume Adige da Bolzano a Trento/Lavis (pista ciclopedonale Bolzano Caldaro e pista ciclopedonale dell’Adige); l’asse del fiume Brenta da Trento a Bassano (pista ciclopedonale del Brenta); l’asse della pedemontana da Bassano ad Asolo/Pagnano (tratto di collegamento in collina); l’asse del fiume Muson da Asolo a Castelfranco (sentiero degli Ezzelini, che collega Asolo con Padova); l’asse del fiume Sile da Castelfranco a Treviso e Altino/Torcello-Venezia (pista ciclopedonale Ostiglia, sentiero del Sile e tratti della via Claudia Augusta). Il valore aggiunto del percorso, al di là del significato devozionale della meta, del contesto storico paesaggistico e artistico in cui si colloca, è dato da un disegno che è il risultato della connessione di lunghi tratti di piste ciclopedonali o sentieri già esistenti. Tale scelta, oltre che consentire di muoversi in sicurezza e con facilità dalle Alpi a Treviso, alla laguna di Venezia e, con una breve digressione a Padova, garantisce economicità ed efficienza di utilizzo delle strutture esistenti.